Il dibattito e gli schieramenti che si sono sviluppati in seguito alla sentenza europea dimostrano che il tema appassione le coscienze e che la grandissima parte dei cittadini,cattolici e non, credenti e non, è contraria alla decisione di allontanare il crocefisso dai muri delle aule pubbliche.
In un certo modo dunque un risultato è stato raggiunto :anche se opposto a quello cercato da chi ha sollevato la questione,oppure no? Magari qualcuno cercava proprio questo :
creare una contrapposizione ,porre una questione di intolleranza per accendere le intolleranze.
In realtà tutte le persone profondamente religiose ,che difendono il dialogo e rispettano la coscienza di ciascuno,hanno vissuto con disagio questi giorni di provocazione e di levata di scudi.
E’ strumentale per esempio che alcuni cittadini chiedano alla Stato di tutelare la loro sensibilità religiosa (anche l’ateismo lo è!) contro un altra sensibilità religiosa ma è anche strumentale anche il fatto che molti si siano gettati in una difesa del Crocefisso che sa di crociata;forse mossi più da un calcolo politico che dall’amore per il Crocefisso .
Difendono il simbolo del cristianesimo molti non credenti giudicandolo un patrimonio culturale della nostra civiltà; ma non è facile sostenere che l’umiliazione ,la povertà e la sofferenza di nostro Signore siano davvero il fondamento della attuale società e della nostra cultura.
Lo difendono anche i credenti ricordando che nei paesi islamici,per esempio, non vi è certo un analogo rispetto per le pratiche religiose latine, ma sono convinto ,la reciprocità non è un buon segno,mi pare troppo simile alla legge del taglione assai poco cristiana visto che il Vangelo impone di dare il buon esempio per primi e impone anche di dare il mantello a chi ci ruba la tunica.
Credo che noi cristiani dovremmo cogliere questa occasione per spiegare le ragioni più alte e più nobili della nostra posizione ,non quelle ispirate alla polemica e agli interessi di parte.
Che i Crocefissi appesi in tanti luoghi pubblici siano segni purtroppo poco eloquenti per la coscienza di giovani e adulti è un fatto purtroppo evidente, in questi giorni c
è la possibilità di spiegare a tutti cosa è davvero il Crocifisso,quale sofferenza ,quale speranza ,quale libertà esprime .
Um invito rivolto a tutti per riflettere sulle verità più profonde della vita; lo aveva fatto venti anni fa Natalia Ginzburg scrittrice ebrea nata in Sicilia ai primi del secolo scorso:
“il Crocefisso non genera nessuna discriminazione, è la ,muto e silenzioso, è il segno del dolore umano. Non conosco altri segni che diano con tanta forza il senso del nostro umano destino.
Per i cattolici è il Figlio di Dio ,per i non cattolici può essere semplicemente l’immagine di un uomo che è stato venduto, tradito,martoriato ed è morto sulla Croce per amore del prossimo….Prima del Crocifisso nessuno aveva mai detto che gli uomini sono tutti uguali, fratelli al di là del colore della loro pelle e al di là del loro credo…Questo dice il Crocifisso a tutti…E’ il contrario di tutte le guerre …..il contrario degli aerei che sganciano bombe….”