dic
30
Scritto in ( Eventi ) da Enrico Vergoni
Il Natale a Mondolfo per rivivere il Messaggio della Famiglia di Nazareth nella bella notizia del Vangelo.Sintetizzano così la scelta di questa 23^ edizione di Presepepaese, il grande presepio vivente della riviera adriatica che anche quest’anno tornerà nel Castello di Mondolfo – uno dei Borghi più Belli d’Italia – sabato 26 dicembre, ed ancora domenica 27 così come mercoledì 6 gennaio sempre dalle ore 17,30 alle 19, ad ingresso gratuito. “Al centro la Natività, che è il fulcro del Natale, travolto spesso dalle situazioni consumistiche, ed accanto la nostra storia, quella della tradizione artigiana, contadina e marinara, che per secoli ha caratterizzato la nostra economia, la vita quotidiana fatta da gente di terra e di mare” proseguono gli organizzatori, che sottolineano anche la novità del percorso, quest’anno particolarmente facilitato per le persone con difficoltà deambulatorie.

Interessata da Presepepaese sarà sempre la parte più antica del Castello, quella ascritta fra i Borghi più Belli d’Italia, “per una passeggiata nella Fede ma anche nella storia, negli scorci significativi di piazze, vicoli, scale, e quelle fortificazioni nate dall’idea del genio militare quattrocentesco di Francesco di Giorgio Martini”. Oltre centossessanta volontari, coordinati dalla Parrocchia di Mondolfo, promotrice dell’iniziativa con il patrocinio del Comune, rendono possibile l’iniziativa, giunta quest’anno alla ventitreesima edizione, che vede confermato l’ingresso gratuito per tutti.

Suggestiva la visita al presepio tradizionale, poi, allestito nei sotterranei della Chiesa Monumentale di S.Agostino, e anche ai tanti luoghi di interesse di storia, fede e arte, confermano il successo di questa manifestazione: da non perdere il Museo Civico, straordinariamente aperto ad ingresso gratuito con le Miniguide dell’ICS “E.Fermi” di Mondolfo. Presepepaese sarà rappresentato sempre dalle ore 17,30 alle ore 19 nel Castello di Mondolfo, alla luce delle fiaccole. Info: www.parrocchiamondolfo.it; tel. 0721.957257.

da Parrocchia Mondolfo


dic
30
Scritto in ( Eventi ) da Enrico Vergoni
Se non fosse ancora chiaro vorremo ricordare che in questi ultimi giorni dell’anno, confusi fra panettoni,  regali e festeggiamenti, in data 29 dicembre 2015 alle ore 21:00, si porta in Consiglio Comunale, convocato l’antivigilia di Natale,  l’approvazione di Convenzione con RFI, la Convenzione con Ditta Società SIEM e Fideiussione per 1.000.000 di euro, tutte azioni pertinenti alla chiusura del passaggio a livello e realizzazione delle opere sostitutive non condivise dai cittadini:1) Un sottopasso carrabile nuovo principale accesso alla zona mare in zona esondabile a rischio massimo R4 e a massima pericolosità P4

2) Un sottopasso pedonale senza possibilità di passaggio fluido per biciclette, carrozzine e passeggini nel punto centrale dello sviluppo urbano di Marotta

Ad unirsi all’inammissibilità tecnica delle opere edilizie, ed etica vista l’inadeguatezza ai bisogni reali della città, si legano innumerevoli e gravi vizi dei procedimenti amministrativi.

Primo la stipula della convenzione con la Ditta Società SIEM per la cessione volontaria delle aree di loro proprietà collocate presso via Ugo Foscolo, per l’inserimento del progetto di nuovo sottopasso carrabile. Alle nostre richieste, del  13  novembre 2015 e 05 dicembre 2015, il Segretario Comunale ha risposto che per errore la convenzione è stata approvata con la delibera di giunta comunale, n° 138 del 26 ottobre 2015. Lapsus o forse errore amministrativo da parte del Comune, il quale sa bene che per approvare una convenzione è necessaria una delibera del Consiglio Comunale. Ebbene, a distanza di due mesi nel consiglio comunale di questa sera tentano di porvi rimedio.

A questa si unisce l’approvazione della Convenzione con le RFI, a due giorni dalla conclusione dell’anno,  in cui si concordano diritti (delle Ferrovie) e doveri (per il Comune).

Tutto questo per far partire i lavori delle opere e farli proseguire senza intoppi?
I cittadini non desistono alla battaglia.

Specialmente sapendo che nella stessa Convenzione è previsto per il comune la stipula di una polizza assicurativa fideiussoria di 1.000.000 di euro come garanzia per le ferrovie che il comune non potrà più fare marcia indietro, altrimenti questi soldi andrebbero come multa alle ferrovie.

Sta a vedere che alla fine a noi cittadini tocca pagare pure la fideiussione di 1.000.000 di euro con interessi, come multa, alle RFI, e li si che c’è da piangere forte.

Ribadiamo, tutto con soldi dei cittadini.

Quindi il comune vuole impegnarsi con 1.000.000 di euro  di fondi comunali derivanti dalle tasse dei cittadini, appena tre mesi e mezzo prima dell’udienza del TAR, per far iniziare i lavori di un progetto al vaglio delle autorità che devono valutare i rilievi di legittimità?

La garanzia della Democrazia, da chi dobbiamo averla? Da un’istituzione che con tutta fretta, in periodo di festività, attua procedimenti in odore di illegittimità e poi usa soldi pubblici per farsi difendere da legali, e  il cui unico obiettivo è portare a sfinimento i cittadini che lavorano per un migliore futuro della propria città? Tutto questo a spese economiche, degli stessi cittadini.

Ci rendiamo conto che l’amministrazione convoca consigli comunali improvvisi e durante periodi festivi, per adottare atti che potrebbero impegnare le generazioni future, con l’unico fine di mettere pezze a procedimenti illegittimi che lei stessa ha contribuito a formare. E mesi prima deposita atti non validi e  in udienza di tribunale spacciandoli per elementi probatori?

Dire che siamo alla deriva è troppo poco. Ora basta a proclami ed esternazioni imbarazzanti sulla stampa in cui alcuni amministratori si lodano e imbrodano.

Ieri 28 dicembre 2015 alla convocazione della commissione Affari Istituzionali, a maggioranza i consiglieri hanno bocciato la proposta di convenzione con RFI e a pareggio la convenzione con la ditta SIEM.

Ora restiamo in attesa di capire cosa deciderà il Consiglio Comunale la sera del 29 dicembre.

da Associazione Attraverso Marotta


nov
27
Scritto in ( Eventi ) da Enrico Vergoni

“Le trivelle non deturperanno la Valcesano e la valle del Metauro”. A dare la notizia è il consigliere regionale Federico Talè, schieratosi da mesi in maniera netta contro l’istanza di permesso di ricerca denominata “Monte Porzio”, presentata dalla società Mac Oil e finalizzata ad attività di indagini geofisiche e di perforazioni esplorative per l’individuazione di giacimenti di idrocarburi in una superficie di 208,7 chilometri quadrati.

“Di questi – riprende Talè – 90,58 erano in provincia di Ancona e 118,12 km quadrati in quella di Pesaro e Urbino, interessando i comuni di Barchi, Fratte Rosa, Mondavio, Mondolfo, Monte Porzio, Montemaggiore al Metauro, Orciano, Piagge, San Costanzo, San Giorgio e San Lorenzo in Campo.

Oggi, venerdì 27 novembre, il Ministero dello Sviluppo Economico ha detto “no”, in quanto che né i profili della società richiedente, né quelli tecnico-economici dell’istanza di ricerca sono stati ritenuti adeguati. Pertanto, è stato negato il permesso e nessuna, dico nessuna, trivellazione verrà effettuata in questa zona”. Il consigliere regionale Talè aggiunge: “Ringrazio per l’ottimo lavoro svolto l’assessore all’ambiente della Regione Marche, Angelo Sciapichetti, il funzionario Mario Smargiasso, presente oggi al Mise, e tutte le forze del territorio che si sono battute per ottenere questo importante risultato, fornendo alle istituzioni un prezioso contributo. Mi riferisco, in particolar modo, al gruppo di riflessione, politica e sociale Fuoritempo’ di San Michele al Fiume.

Il fatto di aver portato a Roma le legittime istanze di un intero territorio e di tutte le sue componenti, è stato fondamentale per raggiungere l’obiettivo di salvaguardia di un’area con un ricco patrimonio storico, ambientale e socio-economico. Siamo di fronte all’esempio concreto che quando istituzioni e forze cittadine lavorano all’unisono per lo stesso risultato gli esiti sono estremamente positivi”.

da Federico Talè
Consigliere Regionale – Partito Democratico



Nella seduta di ieri mattina il Consiglio provinciale, seppur con assenze “pesanti” (il Sindaco di Pesaro Matteo Ricci, il Sindaco di Fano Massimo Seri, il Sindaco di Acqualagna Pierotti e quello di Montemaggiore Alesi), ha recepito l’atto di indirizzo concernente la realizzazione di una grande struttura commerciale nel Comune di Mondolfo.

Il Consigliere provinciale e comunale di Mondolfo Nicola Barbieri commenta così sulla seduta del Consiglio provinciale: “Voglio far chiarezza e far capire quello che sta succedendo e non utilizzare, come sta facendo l’attuale Giunta di Mondolfo, toni trionfalistici solo per interessi elettorali. E’ vero che il documento votato rappresenta un importante atto di indirizzo politico in cui la Provincia si dichiara favorevole alla realizzazione ma tecnicamente chiarisce anche che  un semplice atto ricognitorio non può essere accolto.

Infatti nel documento si parla di indirizzo favorevole ai contenuti della proposta, “ferme restando le verifiche tecniche da espletare in sede di adeguamento del PTC”. Ossia la presa d’atto al documento di atto ricognitorio richiesta dal Comune di Mondolfo e più volte sbandierata da Sindaco e Assessori non è possibile ma sarà necessaria la variante.

Dopo mesi in cui ho richiesto chiarimenti e sollecitazioni purtroppo è emersa la verità: l’Amministrazione comunale e quella provinciale hanno bloccato per 6 anni il progetto.
Hanno tergiversato, hanno detto prima di no poi di sì poi vediamo dopo le elezioni (2011) quindi siamo un’altra volta a pochi mesi dalle elezioni (2016) e questo progetto viene ancora sfruttato per cercare consenso.

In Consiglio provinciale  è emerso che in questi anni il Comune di Mondolfo e la Provincia di Pesaro e Urbino hanno gestito male la vicenda rimpallandosi le responsabilità e perdendo tempo.
Se l’Amministrazione fosse stata seria il progetto sarebbe già stato realizzato da anni richiedendo prima la variante e invece siamo ancora qua a farci prendere in giro da Amministratori incompetenti.”

Nicola Barbieri
Consigliere Provinciale Indipendente



Con l’ordinanza numero 45 del 3 luglio scorso, il Sindaco di Mondolfo ha vietato di utilizzare per scopi alimentari l’acqua del civico acquedotto, risultata contaminata.

A tre mesi dalla grave emergenza che, per molti ed afosi giorni, ha coinvolto centro storico e zone limitrofe, tante richieste di chiarimenti ma, ad oggi, nessuna risposta credibile dai nostri Amministratori. Sconcertante il silenzio del Sindaco Cavallo, che per primo dovrebbe tutelare la salute dei concittadini, del Vice Sindaco Alvise Carloni, che dopo la seconda ordinanza (4 luglio) è “sparito”, e dell’assessore alla sanità Martini, che mai si è fatto sentire. Un’interrogazione a firma dei Consiglieri comunali del nostro gruppo su questi fatti giace scandalosamente nel cassetto, senza risposte, da quasi 3 mesi!

Pertanto riproponiamo le domande sperando che qualcuno, stavolta, si degni di rispondere.
1) Quali cause hanno scatenato la grave contaminazione?

2) Chi è responsabile di averci fatto bere acqua POTENZIALMENTE PERICOLOSA, dato che fra le analisi di ASET evidenzianti la contaminazione e le ordinanze sindacali sono passati diversi giorni?

3) Trattandosi di zona ad alta concentrazione di anziani, che non conoscono Internet, di chi l’ASSURDA scelta di pubblicare le ordinanze SOLO ONLINE, e non usare gli appositi spazi di affissione VISIBILI A TUTTI?

4) Perché l’auto del Comune dotata di megafono ha effettuato SOLO Sabato 4 luglio DUE MISERI PASSAGGI, in orari quantomeno non ottimali per un’adeguata diffusione?

5) Perché 4 fontanelle pubbliche, comprese nella zona soggetta a divieto, sono rimaste per tutto il periodo fruibili e addirittura, su due di esse, campeggiava il cartello “ACQUA POTABILE?

6) Perché all’interno del Centro Residenziale per Anziani è stato vietato l’utilizzo dell’acqua anche PER USO IGIENICO, e detto divieto non compare su nessuna ordinanza per gli altri anziani ed i bambini residenti NELLA ZONA OGGETTO DI DIVIETO?

7) Perché i pubblici esercizi non hanno ricevuto opportuna notifica delle due ordinanze, continuando quindi ad utilizzare l’acqua pubblica?
8) Per alcuni giorni chi non poteva utilizzare l’acqua nella propria abitazione si è rifornito alla Fonte Alma, risultata poi anch’essa contaminata. Chi avrebbe dovuto, DA SUBITO, vietarne l’utilizzo ed invece l’ha posta FUORI SERVIZIO solo il 6 luglio?

9) Perché nell’UNICO comunicato di ASET si rendono noti i risultati delle analisi per Escherichia Coli e Coliformi, ma non si fa cenno ad analisi per i METALLI PESANTI?

Chiediamo spiegazioni alla Giunta mondolfese, non è possibile che fatti così importanti vengano divulgati tramite passaparola e social network senza una corretta informazione da parte del Comune di Mondolfo.

da Fabrizio Talè
Componente del gruppo di lavoro “Progetto Comune”



Page 1 of 4212345»...Last »